L’UOMO PREISTORICO NELLA ROCCIA SAN SEBASTIANO DI MONDRAGONE

Cultura

(Nina Vellucci). Le ricerche archeologiche, finanziate dal Comune di Mondragone, svolte e coordinate dal  professore Marcello Piperno del Dipartimento di Scienze Storiche, Archeologiche e Antropologiche dell’Antichità dell’Università di Roma La Sapienza,  negli ultimi quindici anni presso la Roccia San Sebastiano località Incaldana, alle pendici della rocca medievale di  Montis Dragonis, hanno portato alla luce prove sicure della presenza dell’uomo in epoca preistorica. Dalle stratificazioni, ricche di reperti, è insita una evoluzione che va da 40 mila a 20 mila anni fa, quando  la grotta è stata frequentata da  Neanderthal  e Sapiens. Molto probabilmente un gruppo di cacciatori del Neanderthal  decise di  trovare riparo nella Roccia San Sebastiano e durante la permanenza  ad un bimbo di circa 10 anni capitò di perdere un dente.  Infatti il rinvenimento del piccolo dente, risalente a circa 40 mila anni fa,  è il segno evidente della  presenza  della specie umana tra il Massico e Mondragone. Inoltre sono state ritrovate migliaia di punte e schegge di selce, il profilo di un corno di bovide, alcuni oggetti da ornamento come una conchiglia di Cyclope forata. Le pareti della grotta risultano decorate con incisioni e su una stalagmite vi è una macchia di ocra e una incisione che sembra raffigurare genitali femminili.  Il ritrovamento di  un resto umano  risalente al Paleolitico, Gravettiano, è di una importanza tale perché è contemporaneo  alla devastazione dovuta all’eruzione del vulcano di Campi Flegrei.  Si dimostrerebbe quindi la fase finale dei Neanderthal in Italia e l’arrivo dei  Sapiens che giunsero anche in Puglia. I Neanderthal  si ritirarono sempre più in Occidente fino al Portogallo. Si ipotizza che fu proprio l’inferiorità dell’industria litica, del tecnologico a determinare l’estinzione di questi uomini preistorici rispetto ai Sapiens. Le scoperte nella Roccia San Sebastiano che testimoniano tecnologie diverse, senza convergenze tra l’industria litica di Neanderthal e Sapiens, sono in perfetta sintonia con le scoperte effettuate in Italia settentrionale. Doveroso è finanziare gli scavi archeologici  ed incentivare la ricerca per una maggiore valorizzazione del territorio mondragonese, non solo come conoscenza storico-culturale ma anche per favorire il turismo, permettendo alle persone di poter accedere a tale meraviglioso bene culturale.